PARROCCHIA DI SARRE
 

 

L'origine della Parrocchia è collegata con il Priorato di S. Elena eretto dai Benedettini dei Priorato di S. Vittore di Ginevra, verso la fine del secolo XI.
A sua volta, va detto che il Priorato di S. Vittore era una dipendenza dell'Abbazia di Cluny.
Nell'atto di fondazione sono menzionate le chiese filiali e le loro dipendenze.
Tra queste chiese vi era certamente la chiesa di Sarre.

Nel 1225 il Priore di S. Elena nomina il sacerdote Vuillerme Rettore della Chiesa di S. Maurizio a Sarre, ed il Vescovo, con atto del 24 novembre gli dà l'istituzione canonica.
Sarre, nei documenti dal secolo XII al secolo XV, viene comunemente nominata col nome di Sinzo.

L'Arcidiacono Pietro de Gillaren, nella sua visita alla Parrocchia di Sarre nel 1436, vi trova ancora i Benedettini. Nel 1445 S. Elena invece era già conferita in commenda ad Umberto di Chissé. Seguirono altri Priori commendatari fino all'inizio del secolo XVI, quando il Priorato fu unito alla Mensa Vescovile.

Alcuni Priori commendatari di S. Elena intervennero ancora nella nomina dei Parroci di Sarre, come Carlo di Challand che nel 1513 nominò il Parroco Gabriele de Garin; poi la Parrocchia, con l'unione del Priorato alla Mensa Vescovile, divenne di libera collaborazione, come lo è tutt'ora.

La chiesa attuale fu costruita nel 1643 per interessamento  del Parroco Maurizio Monod e fu consacrata dal Monsignor Vercellin l'11 luglio 1645, in occasione della visita pastorale.
nel 1894, per iniziativa del Parroco Tommaso Lale-Murix, fu allungata di 5 metri. Fu benedetta dal Parroco di Sait Pierre, Giuseppe Dujany, il 12 agosto 1984.

 

Il Campanile

Torre quadrata costruita in pietra rasata con 3 serie di aperture, la prima  a bifore, la seconda e la terza a trifore. Cuspide a piramide quadrata. A segnare i registri sovrapposti vi sono piccoli fregi in terracotta ad archetti e denti di sega.

Il campanile di Sarre può essere attribuito alla fine del XI secolo ed è certamente dovuto all'intelligente opera dei Benedettini di S. Elena

Alcune bifore erano state murate per fare posto ai quadranti dell'orologio. Negli 1984-85 un radicale intervento di restauro a cura della Sovraintendenza  ai beni Culturali della Valle d'Aosta, oltre a risanare dal punto di vista statico la pregevole costruzione, l'ha restituita alle linee e all'aspetto originari.

 

L'Altare Maggiore

Altare in legno intagliato dipinto e in parte dorato. Al centro, tela dipinta raffigurante San Maurizio ed i suoi compagni martiri, sormontata da uno stemma con la croce mauriziana sorretto da due angeli. Ai lati due colonne tortili. Alle estremità, tra due colonne tortili, nicchie con le statue di San Grato e San Giocondo.

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Nel secondo registro: al centro la Madonna assunta in cielo da Angeli, ai lati Sant'Anna, Santa Margherita e due angeli. In alto il Padre Eterno, il Redentore e la Mistica Colomba e quattro angeli; testine d'angeli, fregi e cornici.
 Tabernacolo sormontato da tronetto con corona sorretta da due angeli.

 

Abside romanica

Dietro l'Altare Maggiore attuale esiste ancora l'abside antica romanica che può risalire alla primitiva costruzione della chiesa, intorno al XI secolo. Gli affreschi sono posteriori: secolo XV. Presentano qualche analogia con quelli di La Madeleine di Gressan, attribuiti a Giacomino di Ivrea.
Al centro del catino, Cristo pantocratore in mandorla, con ai lati i simboli dei quattro evangelisti.
Sul lato destro si vede la figura di San Maurizio a cavallo. Nell'angolo superiore sinistro si vedono gli stemmi del vescovo Oger Moriset (1418-1434) e di Guglielmo di Monthey, Priore di Saint Hélène in Sarre nel 1421. Il muro è anche tappezzato di scritte graffite che ricordano fatti ed eventi della Parrocchia.
Sul risvolto del muro absidale, verso la navata, è visibile la raffigurazione dell'"ecce homo".
La costruzione è ancora in discreto stato di conservazione. Gli affreschi sono in corso di restauro ad opera della Soprintendenza per i beni artistici e culturali della Valle d'Aosta.


Chiesa e Campanile di S. Elena

Il Priorato di S. Elena, che per quattro secoli era appartenuto ai Benedettini del Priorato di S. Vittore di Ginevra, verso la fine del secolo XV o all'inizio del secolo XVI fu unito alla Mensa Vescovile. Fu incamerato nel 1865 e venduto a privati. Esisteva una piccola chiesa ed un campanile che erano gioielli di arte romanica. Venduti assieme alla casa e alla cascina davano fastidio al nuovo proprietario che decise di demolirli. La chiesa, che li aveva edificati e conservati per quasi nove secoli, si preoccupò ancora della loro conservazione. Il Canonico Bérard soprintendente ai monumenti fece approcci con il proprietario che esigeva L. 500 per la conservazione di quegli edifici. Lo Stato offerse L. 200. L'accordo non fu raggiunto e nella primavera del 1873 quel prezioso monumento fu demolito. Lo Stato che li aveva incamerati non trovò L. 500 per conservarli. Esiste in Vescovado un acquarello che ne conserva almeno il ricordo.


Cappella di Ville sur Sarre

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Titolari: S. Pantaleone - Conversione di S. Paolo - Addolorata

Il villaggio situato in bella posizione, su un ripiano che domina la conca di Aosta, si raggiunge da Sarre con strada comoda a tornanti o da Arpuilles sulla strada detta "dei Salassi" che si va a ricongiungere con Saint Nicolas:
La cappella è in mezzo alle case del vecchio centro storico. Il tetto è stato rifatto, il campanile reimbiancato; porta discreta, interno decorato con colori originali vivaci; divisoria in ferro tra coro e navata, banchi, crocifisso sotto volta.
Altare in legno 700 con statue del Padre Eterno, e putti. Colonnine lavorate. Tela con l'Addolorata. S. Pantaleone e S. Maurizio. Croce astile in legno policromo. Antipendio dell'altare con dipinti l'Addolorata, S. Pantaleone e S. Maurizio.

 

Cappella di Chesere

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Titolare: Madonna delle nevi

Il nome della località in cui vi sono numerosi alpeggi, potrebbe derivare da "casaria" dove si produce il formaggio; la Cappella di proprietà della famiglia Bal, è stata costruita nel 1650;

restaurata nel 1904, oggi è in stato di abbandono con muri e tetto scrostati, campaniletto cadente, pavimento ormai inesistente.
Resti di altare in muratura con statua lignea di Santa Lucia. Trave datato 1660

 

Cappella di Vareille

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Titolari:
Madonna del Soccorso degli angeli
S. Pietro in Vincoli

Il piccolo villaggio è posto sulla strada della collina che porta verso
Ville -sur-Sarre;  la Cappella spicca bianca ad un tornante della strada.
Il tetto è stato rifatto, campanile ed esterno imbiancati; all'esterno divisoria in ferro tra coro e navata, pavimento in pietra. Altare ligneo 800. Tela con le figure della Madonna, S. Giovanni Battista, S. Maurizio, S. Nicola e altro Santo. Altre tele con S. Grato e S. Anselmo.. Cantoria con balaustra lavorata. Sacrestia con armadio in noce.

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Cappella di Bellun

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Titolari S, Giacomo e S. Margherita

Il villaggio poco lontano dal vallone di Thoraz, sorge sui bordi della strada dei "Salassi" ed è stato in buona parte ristrutturato in questi ultimi anni. La Cappella risale al 1688, come da trave datato. Tetto rifatto nel 1976, campaniletto, ritinteggiata all'esterno. Porta recente (la vecchia è all'interno attaccata alla parete), volta buona con crocifisso. Altare ligneo 700 con statue di S. Giacomo (1685) e S. Margherita (1688). Tela di fondo col Padre Eterno, S. Anna e Gioacchino e Maria bambina, S Grato e Giocondo. Altre tele con la Madonna, S. Margherita e S. Giacomo e la Visitazione con 4 santi. Divisoria tra coro e nave in legno

 

Cappella di Thoraz

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Titolare: S. Teodulo

Il villaggio, oggi abitato soltanto nella buona stagione, è situato sul versante sinistro del vallone di Thoraz sopra Sarre, nel quale dalla Becca France il 7/7/1564 precipitò un'enorme frana che seppellì il primitivo villaggio di Thoraz adagiato in fondo al vallone.
Data presumibile della fondazione della Cappella, 1630. Il tetto, la tinteggiatura esterna ed interna sono stati rifatti da pochi anni; porta buona in larice, campalinetto, pavimento in larice nuovo, volta a vela con crocifisso di are locale, statua di S. Teodulo (700).
Altare ligneo 6/700 con cornice su tela di fondo raffigurante la Madonna col bambino, S. Anna e S. Teodulo

 

Cappella di Champe

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Titolari:
Decollazione di S. Giovanni Battista
Traslazione delle reliquie di S. Grato.

Data del 1840. Esiste ancora una croce sulla facciata, ma la Cappella è stata venduta al comune di Sarre alcuni decenni addietro e oggi l'edificio è adibito ad uso profughi

 

Cappella del Castello

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Titolare: S. Nicola

E' un edificio a sè stante nell'enclos del castello con un campaniletto sul tetto. Il tetto è in buono stato, la porta robusta; pavimento in pietra, la volta a spicchi multipli.
L'altare in parte ligneo, con linee architettoniche disegnate sul muro, e una tela di fondo raffigurante la Madonna su colonna attorniata da santi e  personaggi; vi si riconosce S. Giacomo. Due cassettoni in noce lavorato 6/700 e un inginocchiatoio della Regina Margherita con la doppia croce di Savoia

 

Parrocchia di Chesallet

L'origine dalla Parrocchia è collegata con il Priorato di S. Elena. Questo Priorato fu eretto dai Benedettini del Priorato di S. Vittore in Ginevra, che a sua volta dipendeva dall'Abbazia di Cluny, verso la fine del secolo XVI. Nell'atto di fondazione vengono menzionate tutte le chiese filiali e dipendenze. Tra queste con ogni probabilità vi era già la chiesa parrocchiale di Chesallet. Nel 1436, come risulta dal verbale di Visita Pastorale dell'Arcidiacono Pietro di Gillaren, questi Benedettini tenevano ancora il Priorato di S. Elena. Nel 1445 invece notiamo a S. Elena il primo Priore commendatario nella persona di Umberto di Chissé. Seguirono altri Priori commendatari fino alla fine del secolo XV quando il Priorato fu unito alla

Mensa Vescovile. Questi Priori commendatari continuarono ad esercitare, almeno saltuariamente, il loro diritto di nomina dei parroci di Chesallet come risulta per esempio da Goffredo Favre nominato parroco dal Priore commendatario Carlo di Challand il 23 marzo 1517.
Durante tutto il secolo XV e quasi tutto il secolo XVI, questa divenne di libera collazione del Vescovo. Nel 1433 titolare della Parrocchia era la Beata Vergine Maria come risulta dal Verbale di Visita Arcidiaconale compiuto dal delegato dell'Arcidiacono Pietro di Gillaren.
Il titolare attuale è S. Eustachio

 

Chiesa parrocchiale
Pianta ad aula con presbiterio soprelevato.
Ricostruita nel secolo XVII e consacrata da Monsignor Bally il 18 maggio 1676,
la chiesa parrocchiale di Chesallet è stata trasformata alla fine del secolo XVIII
dal parroco Praille che ha tra l'altro sostituito il soffitto in legno con l'attuale volta.

Campanile
Torre quadrata costruita in pietra a sottili strati. Apertura a monofora al primo
piano, a bifora al secondo  e a trifola alla cella campanaria. Cuspide a piramide quadrata.
Il campanile di Chesallet di bello stile romanico può risalire al secolo XI ed è,
probabilmente, dovuto all'iniziativa e al gusto artistico dei Benedettini del Priorato
di S. Elena ,da cui Chesallet dipendeva

Porta principale
Il portale d'ingresso è fatto di grossi blocchi di pietra lavorati; arco a pieno
centro con alla chiave uno scudetto con croce. Porta in noce a pannelli
semplici, ma di belle proporzioni


Cappella di S. Giocondo

La Cappella di S. Giocondo fu ricostruita verso la metà del secolo XVIII a cura del Prevosto della Cattedrale Giovanni Giacomo Duc e fu benedetta il 10 settembre 1756 dal vic. gen. Passerin d'Entreves.


ALTARE
Altare in legno intagliato, dipinto e parte dorato con statua di S. Giocondo.
Mistica Colomba in una gloria di cherubini; due angeli che sorreggono una ghirlanda, fregi e cornici.
Secolo XIX. Fu costruito nel 1819


Cappella di Oveillan

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Titolare: S. Bernardo

Si ignora la data della fondazione della Cappella di Oveillan.
Esisteva già all'inizio del XVIII secolo ed era amministrata dal parroco di Sarre. Questo diritto era però contestato dal parroco di Chesallet. Nel 1678 Nicolas Carlurier vi fonda una Messa, e nella stessa epoca altre Messe vengono fondate in questa Cappella dedicata a S. Bernardo
cappellaoveillan.jpg (8923 bytes) Il nome del villaggio, su un ripiano della collina soleggiata sopra la vecchia chiesa di Chesallet, potrebbe derivare da ""ovilia", riparo per gli ovini.
Il tetto rifatto, intonacato il campanile e creata intorno una intercapedine contro l'umidità; porta robusta, pavimento in graniglia, banchi nuovi, rivestimento in legno delle pareti, volta pulita con crocifisso. Altare ligneo policromo del 700 con statua di S. Bernardo e 4 angeli, colonnine tortili. Tela con martirio di S. Barbara. Altare e tela provengono con probabilità dalla Cappella di S. Barbara a metà collina, venduta.

 

Nuova chiesa Parrocchiale

E' in corso di costruzione un nuovo complesso parrocchiale in regione Montan, per assicurare il servizio religioso alla zona di recente espansione della periferia della città.
L'opera è dovuta allo zelo pastorale del Parroco Don Gerbaz Eliseo.
La chiesa è sotto il titolo della "Madonna della gioia".

 


Cappella di Montan

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Titolare: S. Giocondo


Sorgeva nelle vicinanze di alcuni casolari di campagna dove, secondo la tradizione, era nato S. Giocondo. Oggi la Cappella è soffocata dalle nuove costruzioni che si sono moltiplicate nella zona che ha preso uno sviluppo straordinario, tanto da porre il problema della costruzione di una nuova chiesa sufficientemente capiente per la popolazione che si è insediata.

  Trave datato 1640, su facciata 1734 e 1756 epoche di restauri. Campaniletto, facciata con affresco di S. Giocondo; porta recente, pavimento in larice, boisé attorno alle pareti, volta buona con crocifisso, lustri, via crucis recente. Altare in legno policromo 700 con grande statua di S. Giocondo e molti putti (ritirati in Parrocchia due candelieri lignei e carte-gloria). Tela di S. Giocondo. La Cappella era meta di una delle processioni delle Rogazioni della città di Aosta nel passato; oggi serve da succursale alla chiesa parrocchiale di Chesallet per la messa prefestiva.